Forse non c'è modo più appropriato per caratterizzare l'ingegno artistico di Rudolf Steiner delle seguenti parole di Goethe: "Lo stile tocca le più profonde fondamenta della conoscenza". È con con questa premessa che la curatrice dell'opera apre al lettore un ampio e affascinante panorama sul mondo dei colori così come è stato concepito e vissuto da Rudolf Steiner, non solo attraverso le sue parole in diverse conferenze, ma anche tramite le testimonianze dei suoi amici pittori al tempo di Weimar e dei suoi diretti collaboratori negli anni ferventi in cui veniva realizzato il primo Goetheanum. Il volume tratta i fondamenti di una teoria del colore per la creazione artistica, spaziando dalla pittura alla scenografia e all'euritmia, per approdare ad applicazioni concrete del colore alle pareti degli ambienti, all'illuminazione di scena, alla classe con gli alunni e alla terapia, fino alle ricette per la preparazione dei pigmenti. È un testo che incoraggia a cimentarsi anche là dove ci si sente sopraffatti dalle difficoltà, facendo tesoro delle parole dello stesso Rudolf Steiner ai suoi collaboratori a volte sfiduciati: "Ma, miei cari amici, il mio vero obiettivo non è che io faccia qualcosa, bensì che vengano coltivati ulteriormente gli impulsi. [...] Non è che si debba essere in grado di far meglio tutto d'un colpo, miei cari amici, però bisogna avere in sé l'impulso, l'impeto, perché a poco a poco si possa farlo meglio, anche se dopo lunghi tentativi".
Conosci l'autore: Rudolf Steiner
Rudolf Steiner, fondatore dell'antroposofia, nacque in Austria nel 1861, e si mise in luce ancora studente curando la pubblicazione degli Scritti scientifici di Goethe. Dal 1890 al '97 collaborò all'Archivio di Goethe e Schiller a Weimar. Dal 1902 ebbe una più intensa attività come scrittore e conferenziere, prima nell'ambito della Società Teosofica e poi di quella Antroposofica, fondata nel 1913. Oltre a una trentina di opere scritte di carattere filosofico e antroposofico, sono rimasti i testi stenografati di quasi 6000 conferenze sui più diversi rami del sapere. Gli impulsi da lui dati nell'arte, nella scienza, nella medicina, nella pedagogia e nell'agricoltura portarono a movimenti oggi sempre più diffusi nel mondo. Morì nel 1925 a Dornach (Svizzera) dove aveva edificato il primo Goetheanum, un centro di attività scientifiche e artistiche fondate sull'antroposofia, distrutto da un incendio nel 1922 e poi ricostruito in cemento dopo la sua morte.